I TAROCCHI
tra gioco, arte, cultura,
occultismo e divinazione
I tarocchi rappresentano il più enigmatico e affascinante mazzo di carte che esista al mondo. Hanno origine nell’Italia settentrionale nella prima metà del 1400, come carte da gioco.
Nel 1442 a Ferrara, alla corte degli Estensi sono citate come “carte da triunphi per li cavalieri” e nel 1450 Francesco Sforza, duca di Milano, chiese al suo tesoriere di procurargli due “para de carte da triunphi”.

Il mazzo è composto di 78 carte divise in due gruppi. Il primo formato da 56 pezzi comprende le carte dei 4 semi (coppe, denari, spade e bastoni) con 10 carte numerali (da 1 a 10) e 4 carte di corte (fante, cavaliere, regina e re).
Il secondo gruppo è costituito dai 22 trionfi tratti da un repertorio figurativo che faceva parte dell’immaginario collettivo dell’epoca in cui compaiono i simboli della:
VIRTÙ (forza, giustizia, temperanza),
COSMO (luna, stelle, sole, mondo)
POTERE TEMPORALE E SPIRITUALE (imperatore, imperatrice, papa e papessa)
DESTINO (ruota, morte, giudizio, diavolo, torre, carro)
CONDIZIONE UMANA (matto, impiccato, bagatto, eramita, amanti).

In breve tempo il gioco dei tarocchi diventò il passatempo preferito, non solo della nobiltà ma anche del popolo.
Fino alla seconda metà del 1700 le carte non erano numerate e i giocatori dovevano identificare i trionfi dal soggetto e ricordarne la gerarchia dei valori. L’ordine e i nomi dei trionfi non è sempre stato uguale. La Papessa nel mazzo Visconti conservato a Yale è sostituito dalla Fede e l’Imperatrice appare al secondo posto mentre nei mazzi moderni è al terzo. In alcune corti il Giudizio era considerato il trionfo più alto mentre il Mondo al terzultimo posto, le tre virtù in posizione bassa subito sopra gli Amanti, ma non di seguito tra loro.
Nella seconda metà dell’ottocento in tutta Europa vi fu una grande rinascita dell’attività occultistica sullo stile dell’occultismo settecentesco dove molti personaggi si cimentarono nella interpretazione dei tarocchi.
Pitois, uno scrittore che scriveva con il pseudomino di Paul Christian inventò la favola secondo la quale, all’interno della piramide di Menfi esisteva una sala affrescata con i 22 arcani maggiori inframezzati dai segni zodiacali. Il racconto di Paul Christian non suscitò interesse ma la sua terminologia che definiva i Trionfi come ARCANI ebbe un successo universale.
Il mazzo attualmente più diffuso è conosciuto come "Mazzo di Marsiglia” o “Tarocco di Marsiglia”
Dal 1631 Marsiglia era titolare della licenza reale per la produzione delle carte ma la denominazione “Tarocco di Marsiglia” fu introdotta solo nel 1930 quando la ditta Grimaud, produsse una riedizione del modello denominato correttamente “Tarocco Taliano”.
Poiché i disegni delle carte di Marsiglia sono molto simili ai tarocchi milanesi presettecenteschi è probabile che il gioco sia stato introdotto in Francia da Milano.
La straordinaria fortuna del mazzo dei tarocchi è legata all’occultismo e alla divinazione.
Diversi personaggi si cimentarono in interpretazioni simboliche ed isoteriche.
Tarocco veneziano
XVIII secolo
Il mazziere distribuisce le carte cinque per volta, e continua fino a quando ogni giocatore avrà in mano venticinque pezzi.
Il mazzo essendo formato da 78 carte ne avanzeranno tre che il mazziere dovrà scartare a sua discezione, in modo da averne in mano tante quante ne hanno gli altri 2 giocatori.
Il primo giocatore gioca una carta e gli altri due rispondono, tenendo presente che è obbligatorio rispondere al seme, se non è possibile si gioca una carta di un'altro seme, e in assenza di semi si gioca un trionfo maggiore.
Ad ogni giro si guarda fra le carte giocate qual'è quella superiore e quindi si attribuisce la presa.
Chi ha fatto la presa riprende il gioco per primo. Si va avanti così per tutte le 25 mani e, giunti al termine, si contano i punti realizzati.
Affinchè una partita possa terminare bisogna avere fatto almeno tre mani, in quanto tutti hanno il diritto di fare il banco.
La variante con quattro giocatori, è formata da due coppie di avversari con 19 carte a testa e 2 da scartare

Particolare del dipinto "I bari” del Caravaggio. 1594, Kimbell Art Museum di Fort Worth.
I tarocchi storici
I più antichi mazzi di Tarocchi esistenti sono tre e sono tutti legati alla famiglia Visconti-Sforza, duchi di Milano, che hanno dato, con ogni probabilità, origine ai mazzi classici e in particolare alla variante marsigliese dalla quale deriva gran parte dei Tarocchi moderni.
Le carte sono realizzate con materiali preziosi e sono di grande interesse storico per la bellezza delle loro illustrazioni.
I TAROCCHI VISCONTI-SFORZA

Mazzo Cary-Yale Visconti è conservato nella Biblioteca dell'Università di Yale (New Haven, Stati Uniti)
.
È composto da 67 carte: 17 carte di corte, 39 carte numerali e 11 Trionfi (Mago, Imperatore, Imperatrice, Matrimonio, Carro, Fede, Speranza, Carità, Fortezza, Ruota del Destino, Morte, Giudizio, Mondo). 

Mazzo Brera-Brambilla Visconti.  È conservato nella Pinacoteca di Brera a Milano
È composto da 48 carte: 7 carte di corte (Re, Regina, Cavaliere di Spade, Cavaliere e Fante di Coppe, Cavaliere e Fante di Denari); 39 carte numerali e 2 Trionfi (Imperatore e Ruota) . 
Sulle carte di denari è raffigurata la moneta con il ritratto di Filippo Maria Visconti del 1436.

Mazzo Pierpont-Morgan, Visconti-Sforza. 26 carte sono conservate nell'Accademia Carrara di Bergamo, 35 carte nella Biblioteca Pierpont-Morgan di New York, le restanti 13 carte nella collezione della famiglia Corleoni di Bergamo
È il più antico mazzo di Tarocchi con la successione "classica" dei Trionfi, ed è quasi completo: mancano solo 4 carte. 
74 carte: 15 carte di corte e 39 carte numerali e 20 trionfi (Matto, Mago, Papa, Papessa, Imperatore, Imperatrice, Matrimonio, Carro, Ruota, Eremita, Traditore, Morte, Giustizia, Giudizio; Sole, Luna, Stelle, Mondo, Fortezza e Temperanza. Perduti il Diavolo e la Torre) . 
Di seguito: L'Imperatore (Yale) - Il Mondo (Accademia di Carrara. Piermont) - Il carro (Yale) - La giustizia (riproduzione moderna ditta Scarabeo di Torino).
I TAROCCHI DEL RINASCIMENTO o TAROCCHI ESTENSI

Il mazzo è conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi: in tutto sono solo 17 carte: il Fante di Spade e 16 trionfi: Matto, Imperatore, Papa, Amore, Temperanza, Fortezza, Giustizia, Carro, Eremita, Impiccato, Morte, Torre, Luna, Sole, Mondo, Angelo e da molti esperti è considerato il più bello. Sono di fattura pregevolissima: ogni carta è disegnata a mano, dipinta a tempera e arricchita con una sottile lamina d’oro decorata a punzone con un motivo di tralci fioriti all’interno e con un motivo a nastro sul bordo.
Questo mazzo è denominato erroneamente “Tarocchi di Carlo VI”. In realtà furono dipinte a Ferrara, verso il 1470, capitale del Ducato Estense e considerato da alcuni storici il luogo in cui potrebbero essere stati disegnati i primi Tarocchi e che il più antico mazzo conosciuto dipinto per Filippo Maria Visconti nel 1441 (oggi conservato nella Università di Yale) fanno ritenere che l’ignoto miniatore si sia basato su un modello, preesistente, della corte estense. Il fatto trova conferma in un registro della corte di Leonello d’Este (1407-1450, dal 1441 marchese di Ferrara) in cui risultano pagamenti per diversi mazzi di Trionfi.
Di seguito: La Luna - La Giustizia - L'Amore - La Fortezza - Il Matto ( Biblioteca Nazionale di Parigi).
"Io sono tutto ciò che è
tutto ciò che è stato
tutto ciò che sarà
e nessun mortale
ha mai sollevato il mio velo”.
I TAROCCHI DEL MANTEGNA

I tarocchi detti "del Mantegna” rappresentano uno dei più pregevoli ed enigmatici capolavori d'arte miniaturizzata del rinascimento e sono le carte della Cosmologia Medioevale che ordinavano il Mondo per permetterne all'uomo la comprensione. Il mazzo non ha semi e le carte sono composte solo da figure. Queste carte sono tra i primissimi esempi dell'arte incisoria e furono realizzate verso il 1460, forse a Ferrara, da un anonimo artista della scuola di Francesco del Cossa mentre il progetto iconografico è da attribuire a un dotto letterato dell'epoca che lavorò per Lionello d'Este. Alcuni pensano che le carte siano di origine veneta. La presenza della lettera X del DOXE (Doge E.7) e nell'Artixan è caratteristica dei veneziani o la dicitura Zintilomo e Merchandante ne sono una prova supplementare. Di certo è che queste carte di tarocchi non furono realizzate da Andrea Mantegna.
Tra la fine del quattrocento e nel secolo successivo furono realizzati diverse versioni del mazzo dipinti da artisti come Albrech Dürer, Michael Wolgemut, Hans Burgkmair, e Johann Ladenspelder.
Nel loro insieme i Tarocchi "del Mantegna” rappresentano una sintesi enciclopedica medioevale dove si trovano disposte cinque classi di figure corrispondenti alla realtà sociale del tardo medioevo, alle dimensioni intellettuali e ai mondi spirituale.

Il mazzo è composto da 50 carte e diviso in cinque classi. Ogni classe è composta da 10 figure distinte dalle lettere alfabetiche A, B, C, D, E. Inoltre le carte sono numerate con cifre romane ed arabe e disposte in ogni classe in un ordine rigorosamente gerarchico. Il primo gruppo (classe E, da 1 a 10) è la Condizione Umana, il secondo gruppo Apollo e le Muse (classe D, da 11 a 20), il terzo L'Arte e le Scienze (classe C, da 21 a 30) I Geni e le Virtù (classe B, da 31 a 40) ed infine il gruppo dei Pianeti e Sfere Celesti (gruppo A, da 41 a 50).

La successione delle carte riproduce una scala simbolica che sale dalla terra al cielo. Dall'alto della Prima Causa governa il Mondo, letta dal basso verso l'alto, la scala insegna che l'uomo può elevarsi gradualmente fino alla contemplazione e la pienezza di Dio, sua patria celeste.
E.1- Misero. Umiltà e dignità anche nelle avversità
E.2- Famelo. Soggezione, dipendenza. Essere sempre gentili, ma non servili
E.3- Artixan. Abilità. Sviluppare le capacità tecniche
E.4- Merchadante. Onestà, materialismo. Conservare l'onestà a ogni costo
E.5- Zintilomo. Amabilità, fascino. La seduzione è spesso l'arma più efficace
E.6- Chavalier. Nobiltà. Battersi per i deboli è un dovere del nobile.
E.7- Doxe. Generosità. La generosità, prima o poi viene sempre pagata.
E.8- Re. Legalità e giustizia. Legge e giustizia spesso non coincidono.
E.9- Imperator. Ambizione e intrapendenza. L'eccessivo potere a volte rende schiavi
E.10- Papa. Spiritualità. Lanciare i pensieri al di là del quotidiano.
D.11- Caliope. Psicologia. Capire il perché della tristezza.
D.12- Urania. Serenità. Mantenere sempre l'equilibrio interiore.
D.13- Terpsicore. Leggerezza. Danzare on tutti per capirli meglio.
D.14- Erato. Integrità. Fondersi nel coro restando unici
D.15- Polimnia. Estetica. Scoprire la bellezza interiore delle cose.
D.16- Talia. Trasformazione. Cambiare maschera per mascherare.
D.17- Melpomene. Ottimismo. Vedere un lato positivo anche nelle tragedie.
D.18- Euterpe. Ispirazione. Ascoltare le note che ogni cosa emette.
D.19- Clio. Modernità. Restare al passo con i tempi senza affannarsi
D.20- Apollo. Distacco. Dominare i sentimenti senza reprimerli.
C.21- Grammatica. Memoria. Gli scritti restano come memoria indelebile
C.22- Logica. Razionalità. Ragionare sui problemi, non cavillare
C.23- Retorica. Discussione. Il dialogo sincero porta a una verità condivisa.
D.24- Geometria. Strategia. Calcolare sempre le forze in gioco.
C.25- Aritmetica. Misura. Combinare le forze e usarle a proprio favore.
C.26- Musica. Armonia. Attirare gli amici, disorientare i nemici
C.27- Poesia. Purificazione. Scoprire le emozioni in solitudine.
C.28- Filosofia. Indagine. Vedere la realtà da molti punti di vista.
C.29- Astrologia. Fatalismo. Capire i cicli che condizionano certi eventi.
C.30- Teologia. Umiltà. Affidarsi alla sapienza superiore.
B.31- Iliaco. Dubbi. Agire sempre sapendo di poter sbagliare.
B.32- Cronico. Orgoglio. Evitare che la sensibilità accechi la ragione
B.33- Cosmico. Rinascita. Vedere il mondo con nuovi occhi.
B.34- Temperanza. Moderazione. La prevenzione è la cura migliore.
B.35- Prudenza. Segretezza. Il silenzio evita spesso molti guai.
B.36- Fortezza. Energia. Agire in fretta e con determinazione.
B.37- Giustizia. Equilibrio. Pesare ogni giudizio prima di esprimerlo.
B.38- Carità. Compassione. Il dolore degli altri è una prova per sé.
B.39- Speranza. Presagi. Seguire un'idea sublime sino a realizzarla.
B.40- Fede. Tradizione. Adottare le idee più nobili e sagge.
A.41- Luna. Fantasia. Analizzare i sogni per scoprire se stessi.
A.42- Mercurio. Socievolezza. Fare attenzione a qualunque messaggio.
A.42- Venus. Sensualità. Usare il sesso senza esserne schiavi.
A.44- Sol. Razionalità. Agire in modo limpido e coerente.
A.45- Marte. Vitalità. Trattenere l'entusiasmo e l'aggressività.
A.46- Jupiter. Volontà. Dominare la realtà restando nell'ombra.
A.47- Saturno. Isolamento. Meditare sempre prima di agire.
A.48- Octava Spera. Lungimiranza. Prevedere la direzione di ogni cosa.
A.49- Primo Mobile. Intuito. Capire i meccanismi delle diverse realtà.
A.50- Prima Causa. Intelligenza. Cercare sempre l'origine delle cose.
I tarocchi del Mantegna per Classe, Nome e Significato.
Una partita di tarocchi con il mazzo del Mantegna
Questo non è gioco di tarocchi ma è gioco di carte molto simile ad un solitario.
Mescolate bene le carte e disponetene 20 (carte di base) sul tavolo come nel disegno sopraesposto: 4 righe per 5 colonne. Le carte devono essere coperte.
Mescolate di nuovo il mazzo con le carte restanti e posizionate 10 carte a scacchiera, sempre coperte sulle A1, C1, E1, B2, D2, A3, C3, E3, B4, D4. Mescolate bene le ultime 20 carte e posizionatele sopra alle 20 carte base. Questa volta le carte devono essere scoperte.
Ora si tratta di ricostruire le cinque classi: A, B, C, D, E. Prima di iniziare a muovere la carte dovete decidere se realizzare la sequenza per classe in ordine ascendente (da A1 a A10) o discendente (da A10 a A1). La scelta cade dopo una attenta lettura delle 20 carte scoperte. che verrà rispettato per tutte le cinque classi.
Ho provato a giocare seguendo queste indicazioni ma mi sono trovato rapidamente in una condizione di blocco. Aspetto indicazioni più precise e ampie da esperti del gioco con i tarocchi del Mantegna.
Se si riesce a ricostruire le cinque colonne complete è un grande successo, e per chi crede nei presagi sarà un risultato di buon auspicio. Se invece le cinque classi non vengono completate, soffermatevi sulle carte visibili sul tappeto e applicate loro il significato simbolico di ciascuna carta traendo dei messaggi utili a risolvere i piccoli dilemmi esistenziali.

La divinazione con i tarocchi del Mantegna.
Il Consultante rivolge una domanda al Cartomante che uno stato di concentrazione e serenità mescola le carte e le depone coperte sul tavolo per numero e per disposizione da lui scelta.
Il Cartomante procede a scoprire le carte ad una ad una e a interpretarle secondo il loro significato e la posizione in cui appaiono. Il bravo Cartomante interpreta le carte non con il significato letterale delle stesse ma è capace di separarne il significato collegandolo in un discorso unico.
I trionfi e il gioco dell'immaginario.
Il mazzo di tarocchi, con i suoi misteriosi Trionfi è indissolubilmente legato all'occultismo e alla divinazione. Senza questo collegamento il gioco dei tarocchi avrebbe avuto fine nel XVII secolo e oggi i mazzi di carte sarebbero esposti nei musei come oggetto di grandissimo interesse storico, artistico e sociale.
Fino alla metà del 1700 la lettura delle carte a scopo mantico era praticamente inesistente e venivano utilizzate, indifferentemente, sia le carte da gioco normali che il mazzo di tarocchi.
Negli ultimi trent'anni del 1700, in Francia ci fu un grande interesse per la magia e l'occultismo. Nel 1770, un ex commerciante di vini di nome Alliette (anagrammò il nome in Etteilla) scrisse un libro sulla divinazione che riscosse un grande successo. Il filosofo Court de Gébelin affermò che il mazzo era stato inventato dai sacerdoti egizi del dio Thot e che la parola TAROCCHI significava VIA REALE e derivava dall'antico egizio TAR (via) RÒ (reale). Ettielle sposò la teoria di Gébelin, fece proprio il mazzo "egizio”, diventando il più famoso cartomante di Parigi con un successo senza pari. Successivamente nel 1885 Paul Christian (Pitois) inventò la favola secondo la quale, in una sala della piramide di Menfi, fossero dipinti i 22 trionfi, da lui menzionati con il nome ARCANI, da allora termine utilizzato universalmente.
Da allora l'uso dei tarocchi divenne (quasi) esclusivamente utilizzato per l'occultismo e la divinazione. Chi voleva poteva creare e disegnare un nuovo mazzo di tarocchi. Oggi possiamo acquistare, oltre ai mazzi classici, i tarocchi delle Principesse, dello Yoga, dei Maya, del Bene e del Male, di Cagliostro degli Elfi, degli Zingari, delle Streghe, dell'Incantatrice dei Sogni ... o di artisti famosi come i tarocchi di Guttuso e di Milo Manara.

IL GIOCO DELL'IMMAGINARIO.
Forzare la mano del destino è sempre stata una aspirazione millenaria dell'uomo che ha utilizzato varie forme e materiali per conoscere o prevenire il futuro.
E chi oggi, meglio dei tarocchi con il loro enigmatici trionfi sono la rappresentazione più affascinante di questo gioco con il destino? Tale affermazione deriva dalla convinzione che in una immagine simbolica è racchiusa una rivelazione e un misterioso messaggio divino e che la capacità di inviare messaggi ambivalenti sia una caratteristica propria dei Trionfi dei Tarocchi.
Ora, attraverso queste le carte, nel struttura delle loro icone cercheremo di decifrare i significati di questi affascinanti e misteriosi trionfi.
i 22 TRIONFI
mazzi di carte a confronto
Il Bagatto - La Papessa - L'Imperatrice - L'Imperatore - Il Papa

Gli Amanti - Il Carro - La Giustizia - L'Eremita - La Ruota della Fortuna - La Forza

L'Appeso - La Morte - La Temperanza - Il Diavolo - La Torre

Le Stelle - La Luna - Il Sole - Il Giudizio - Il Mondo - Il Matto
Le Minchiate Fiorentine o Tarocchi Fiorentini
I TRIONFI
I
- I bagatto, II - Il Granduca, III- L'imperatore. IV- L'Imperatrice, V- L'innamorato, VI- La Temperanza, VII- La Forza, VIII- La Giustizia, IX- La Ruota della Fortuna,
X- ll Carro, XI- L'Eremita, XII- L'Appeso, XIII- La Morte, XIV- Il Diavolo, XV- La Torre,

XVI- La Speranza, XVII- La Prudenza XVIII- La Fede, XIX- La Carità, (le carte delle Virtù teologali)

XX- Il Fuoco, XXI- L'Acqua, XXII- La Terra, XXIII- L'Aria, (queste sono le carte degli elementi purificatori)

XXIV- La Bilancia, XXV- La Vergine, XXVI- Lo Scorpione, XXVII- L'Ariete, XXVIII- Il Capricorno, XXIX- Il Sagittario, XXX- Il Cancro, XXXI- I Pesci. XXXII- L'Acquario,
XXXIII- Il Leone, XXXIV- Il Toro, XXXV- I Gemelli (queste sono le carte dei segni zodiacali: per una ragione a noi sconosciuta non sono nell'ordine corretto)

1- La Stella, 2- La Luna, 3- Il Sole, 4- Il Mondo, 5- Le Trombe (questo sono le cinque carte non numerate delle Minchiate Fiorentine)

IL MATTO ( questa carta è senza nunero come in tutti i mazzi di Tarocchi)
Questo mazzo di Tarocchi Fiorentini o Minchiate Fiorentine si diffusero nel XVI secolo. Si trattava di un mazzo di carte per un vero gioco di carte, con regole ben precise. Si racconta che parecchi signori persero al gioco grosse somme di denaro, terreni, magioni e arrivarono a mettere in gioco, per coprire il piatto, anche la moglie.
Pur essendo assai simili ad un normale mazzo di tarocchi il loro numero è di 97 carte suddivise in 14 carte per i 4 semi - Coppe, Denari, Spade e Bastoni - con 10 carte numerali da 1 a 10 + Fante, Cavallo, Regina e Re. Il cavallo è una figura metà uomo e metà cavallo e nei semi di Coppe e dei Denari il fante è sostituito da una Dama. Queste carte di semi sono chiamate Cartiglia.
I Trionfi sono 35 più le carte della STELLA, LUNA, SOLE, MONDO, TROMBE (denominate Arie), non numerate e IL MATTO.
Da sinistra: la Dama di denari che sostituisce il fante di denari, il Cavallo ibrido di coppe, l'Innamorato (gli amanti), la Prudenza, L'Acquario, le Trombe e il Matto
Fino agli anni 60', in tutta Italia, specialmente in Piemonte e in Lombardia si giocava ancora ai Tarocchi, un gioco simile alla briscola. Nei Tarocchi c'e un codice comportamentale preciso nello smazzare le carte (primo giocatore a sinistra del mazziere e non si può smazzare una sola carta), come distribuirle (da sinistra a destra) e l'assoluto silenzio e di gesti durante la partita. Ogni provincia aveva il suo codice di gioco ma quello piemontese era accettato dalla maggioranza dei giocatori. Nei Denari e nelle Coppe la carta di numero inferiore prende quella di numero maggiore ad eccezione delle quattro figure dello stesso seme, mentre il Re e le altre figure prendono tutte le altre carte delle stesso seme ad eccezione dell'asso.
Il valore delle carte: Al termine della mano il valore delle carte per determinare il punteggio è:
Il Angelo (XX) vale 5 punti
Il Bagatto (I) vale 5 punti
Il Matto (0) vale 4 punti.
Il Re vale 5 punti
La Regina vale 4 punti
Il Cavaliere vale 3 punti
Il Fante vale 2 punti
Nelle Spade e nei Bastoni le cose cambiano: la carta maggiore prende sempre la carta minore, asso compreso. Il Trionfo maggiore prende sempre quello minore ad eccezzione del Guidizio o Angelo (XX) che prende il Mondo segnato con il numero XXI.
Una partita di tarocchi con tre avversari